CONFERENZA BOSTON

mercoledì 9 marzo 2011

LE CATACOMBE DI PRISCILLA


Le Catacombe di Priscilla
Roma 2008

Maria Luisa  de Gasperis

Lungo i muri che circondano la Catacomba di Priscilla si possono vedere delle decorazioni che rappresentano alcune scene che per quel periodo si possono definire “ uniche “ . Si può ammirare all’interno di una fascia che riproduce delle cornici dipinte, in assetto verticale con appoggio sulla parte della fascia corta a destra del quadro, una immagine della Madonna con il bambino ed il profeta Balaam che è seduto su un trono con tra le braccia il Bambino Gesù e davanti a lei l’immagine di Balaam in piedi che con la mano destra tesa verso l’alto indica una stella che è dipinta proprio al centro della scena. Si può veder anche, una iconografia nuova come quella del Buon Pastore che pur essendo stata ritratta molte volte, nessuna è paragonabile alla leggiadria di quella che si trova nella catacomba di Priscilla; essa rappresenta un giovane con l’agnello sulle spalle e due pecore ai suoi piedi circondato da alberi dai quali discendono fronde colme di fiori rossi: è considerata una eccezione poiché è in bassorilievo, tutta completamente in stucco. Ognuno dei vani descritti fa parte del primo piano della catacomba di Priscilla e rappresenta la parte più antica del luogo ma esiste, come si è precedentemente accennato, un secondo piano che però è architettonicamente ubicato in maniera completamente diversa. Si arriva attraverso una scala che raggiunge una galleria con murature ed archi risalenti al IV^ secolo. Da essa si estendono bel venti altre gallerie laterali ed al centro di esse si intravede un grande lucernario. Un altro scalone conduce ad un pozzo molto profondo e questo dimostra l’importanza dell’utilizzo dei pozzi che si trovano in tutte le catacombe; si ritiene che servissero alle opere murarie di sostegno o fossero usati per sigillare le lastre nei pressi dei loculi.. Pertanto, dopo accurate analisi si può ritenere che la parte più antica della catacomba di Priscilla vada identificata con l” “ arenario “ che si pensa esistesse già dalla prima metà del II^ secolo. Si ritiene inoltre che la maggior parte delle pitture possano essere attribuite cronologicamente al periodo che va dalla fine del III^ secolo agli inizi del IV^ secolo d.C. Purtroppo, al di sopra di alcune pitture, sono state aggiunte alcune firme apposte con il carbone una delle quali appartenente ad un tale “ Antonius Bosius “ ( 1575-1629 ).



















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